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Anno corrente - sommario

Āyurveda Śikṣā

Dal 2019, il Dott. Vaidya Ernesto Iannaccone ha inaugurato un percorso di apprendimento online (ed ora anche, in parte, di presenza) molto peculiare, anzi decisamente unico e prezioso, nell'ambito della formazione online; è forse l'unico sito in italiano in cui troverete la possibilità di immergervi seriamente allo studio dei testi classici di Ayurveda, Yoga ed anche la relativa grammatica sanscrita.

Lo descriviamo qui brevemente, usando le stesse parole dell'Autore.

Il termine āyurveda significa “ciò che fa conoscere la vita”, “ciò che permette di ottenere una vita lunga” oppure “ciò al cui interno è presente la vita”.

Tadāyurvedayatītyāyurvedaḥ (Carakasaṃhitā, Sūtrasthāna, 30,23)

Āyurasmin vidyate anena vāyurvindanti ityāyurvedaḥ (Suśrutasaṃhitā, Sūtrasthāna, 1,15)

Il termine śikṣā deriva dal tema verbale śikṣ, che significa “apprendere”, “ottenere una conoscenza (vidyā upādāne). Śikṣā è pertanto l’azione di apprendere, dunque l’apprendimento. Il composto āyurvedaśikṣā si riferisce allo studio dell’āyurveda, che consente di ottenere la piena conoscenza di quella materia. L’āyurveda è una medicina colta e dunque anche il suo studio è uno studio colto che richiede tempo e applicazione.

Ottobre, mese della prevenzione per il cancro al seno

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Shehana (oleazione del corpo)

"Sneha" significa letteralmente “ungere, accarezzare e comunicare amorevolmente con un altro essere”. Non è un caso che la radice di questa parola sanscrita sia "Snih", di cui uno dei significati è "amare".

Vi sono moltissime differenti tecniche di oleazione, in ambito terapeutico quasi tutte diffondono nel corpo gli oli medicati ayurvedici; ciascuno di essi è fatto per riequilibrare uno o più squilibri, fisici o sottili, della persona. L'oleazione favorisce il ritorno all'armonia tra corpo e mente che è alla base della salute e della bellezza, anche interiore, della persona, promuovendo ed incoraggiando il riequilibrio spirituale. L'Abhyanga, chiamato comunemente "massaggio ayurvedico", è la più semplice forma di shehana (oleazione del corpo) in Āyurveda; è praticabile anche in forma di automassaggio.

E' consigliato per rallentare l’invecchiamento estetico ed organico e favorire il mantenimento del massimo livello di benessere olistico possibile; innalza le difese dell'organismo durante i cambi di stagione ed è un potente strumento per aiutare a "riportare la mente nel corpo", riconciliando tensioni emotive e psicofisiche ed incentivando il "risveglio consapevole" della persona attraverso una vera e propria sādhāna (pratica) amorevole che consente a corpo/mente/spirito di ritrovare flessibilità e memoria cognitiva. Riuscire a portare l'oleazione tra le pratiche di benessere che periodicamente ci si dona è considerato dall'Āyurveda fonte di salute e buona vita.

"Il corpo intero è fatto di sostanze untuose e tutta la vita dipende da esse" ( Suśruta )

Un trattamento di oleazione ha, a seconda della zona da trattare e della tecnica che si vuole usare, una durata variabile tra 20' e 90'. Una oleazione può consistere nella semplice applicazione di olio nelle narici, nelle orecchie o nel palato; oppure una applicazione parziale (piedi, viso, testa, mani, schiena, addome, ecc.) oppure su tutto il corpo. Il tempo effettivo di applicazione dipende da vari fattori, non ultimi quelli soggettivi della persona che riceve l'oleazione: la sua costituzione di base, lo squilibrio che in un dato momento presenta (sul quale si vuole intervenire), la stagione, il momento della giornata, ecc. Prima di cominciare qualsiasi trattamento di oleazione è sempre bene focalizzare pensieri, respiro ed attenzione a ciò di cui si sta per fare esperienza, questo vale sia se si sta per ricevere un trattamento sia se si sta per iniziare un auto-trattamento. A seguire, è altresì sempre consigliato un momento da dedicare al "risveglio e ritorno al mondo esterno", che potrà essere occasione per ulteriori pratiche (come ad esempio l'applicazione di calore localizzato, o di polveri vegetali, o altro ancora).

Per maggiori informazioni sui trattamenti Olistici ed Ayurvedici, esplora questa sezione del sito.

Il (recupero del) "sentire-sentirsi" nella nostra cultura ❤️

Questo è un bellissimo video tratto da una intervista ad Alexander Lowen, padre della Bioenergetica - disciplina che nelle sue radici ha profonde relazioni con Yoga, Ayurveda ed iTantra.

"...qualsiasi problema è strutturato nel nostro corpo e alla base di tutti i problemi c'è la paura di sentirsi vivi, di provare emozioni. Ma l'unico modo di reprimere le emozioni è togliere vitalità al corpo..."

Il mio percorso "Con-Tatto, Shehana & Respiro", che potete vedere brevemente descritto nella pagina "Trattamenti Olistici DBN", è stato studiato proprio su queste basi, per consentire ai riceventi di tornare ad abitarsi di nuovo, con amore e consapevolezza. Lo trovi in questa sezione del sito.

"C’è uno spettacolo più grandioso del mare, ed è il cielo, c’è uno spettacolo più grandioso del cielo, ed è l’interno di un’anima" (Victor Hugo)

"Yoga" e "Ginnastica Yoga"

Lo Yoga è da sempre visto e descritto in modo parziale dal mondo occidentale, che ne ha spesso colto solo una piccola parte, riadattandola ed integrandola in altre discipline (a volte con egregi risultati, altre... meno) più "intellegibili e vendibili" per il nostro modello sociale e culturale. Conoscerete già, probabilmente, alcune di queste alchimie abbastanza ben riuscite, come la Mindfulness, o la Bioenergetica. In molti casi però, si è assistito solo ad operazioni di mero depauperamento delle tradizioni, fenomeni ben descritti in questo interessante articolo di Antonella Beccaria.

In Italia, oggi lo Yoga può essere interpretato: nel campo delle DBN (Discipline Bio-Naturali), secondo la sua dimensione "olistica e tradizionale"; oppure come attività sportiva riconosciute dal CONI, e quindi nel campo delle A.S.D. (Associazioni Sportive Dilettantistiche), secondo una sua dimensione "sportiva" mappata, secondo la normativa vigente, nel nuovo Registro CONI "2.0" delle ASD.

Sul tema della dicotomia-opposizione tra queste due modalità di vedere e vivere lo Yoga vi sono molte distinzioni possibili, di stampo filosofico-storico-ecc. da fare (e fatte finora). Se lo desiderate, in rete potete trovare facilmente tesi, pareri, argomentazioni a sostegno di una o dell'altra.

In questo post, volutamente non approfondiremo questo dibattito, né affronteremo il penoso tema di quante assurde derivazioni dello Yoga tradizionale si siano diffuse, negli anni, tra Oriente ed Occidente (penso al fare Yoga con la birra, o con la sigaretta, ecc. ecc..) - alcune palesemente assurde, altre meritevoli di interesse ... purché non le si chiami "Yoga".

Ci interessa qui accennare alle differenze di inquadramento fiscale per gli Insegnanti Yoga - o aspiranti tali - che vogliono capire come orientarsi in tema di Diplomi Attestati Certificazioni Patentini ecc. ecc. per la loro attività. Dal punto di vista burocratico, la differenza tra la visione "olistica" e "sportiva" dello Yoga è che solo le A.S.D. hanno uno status riconosciuto dal Legislatore italiano, e quindi godono di incentivi fiscali al loro funzionamento. Solo un "Istruttore di Ginnastica Yoga", avrà quindi diritto ad agevolazioni fiscali nell'esercizio della sua attività professionale.

Se si decide di vivere lo Yoga come attività "tradizionale" e "non sportiva", allora, in assenza di una figura giuridica predisposta ad hoc per le discipline riconducibili in seno alle DBN, come avrebbe ad esempio potuto essere una "Associazione Olistica", si ricade nell'ambito delle attività storicamente svolte dalle Associazioni Culturali, che però sono di fatto un mero contenitore di tutte le attività rimaste fuori dalla c.d. "Riforma del Terzo Settore" e manterranno, di ciò che erano in passato, solo la forma (associativa), perdendo di fatto ogni agevolazione fiscale all'esercizio delle loro attività, che saranno in tutto e per tutto equiparabili ad attività commerciali.

Lo "Yoga" tradizionale è riconosciuto formalmente dall'AYUSH, il Ministero indiano dedicato alle Medicine Tradizionali, che nel suo acronimo ha incluso esplicitamente sia l'Āyurveda che lo Yoga. L'Insegnante Yoga si dovrà quindi dotare di P.Iva ed emettere fattura come professionista. Oppure potrà scegliere di prestare la sua attività in APS (Associazioni di Promozione Sociale) ricevendo rimborsi spese a fronte di ricevute o, in rari casi, effettuando prestazioni occasionali, o emettendo fattura come professionista nei confronti delle APS. Sul tema vi segnaliamo una serie di interviste fatte dal Csen ad esperti del settore, visibili nel canale YouTube del Settore Olistico Nazionale CSEN.

Se invece si vuole operare nel campo della c.d. "Ginnastica Yoga", allora si è a pieno diritto in ambito sportivo, perché essa è compresa nelle attività sportive censite dal CONI. Di conseguenza, i rimborsi ed il trattamento fiscale per attività di collaborazione come Insegnanti di Ginnastica Yoga sono quelli normalmente previsti per le collaborazioni con Associazioni Culturali. A patto, però, che l'Associazione Sportiva Dilettantistica che ha la "Ginnastica Yoga" tra le sue attività statutarie si comporti coerentemente. E qui, spesso, si assiste ad impostazioni completamente diverse tra i vari EPS (Enti di Promozione Sportiva) riconosciuti dal CONI, che hanno dato alle ASD ed SSD (Società Sportive Dilett.) loro affiliate delle informative e degli schemi di comportamento tutt'altro che uniformi.

Uno dei primi EPS ad comportarsi coerentemente, dando alle proprie ASD ed SSD una informativa seria ed attendibile ed attuando iniziative in grado di tutelare verso terzi e sostenere per il futuro la loro attività, è il Csen, grazie all'operato di Nunzio Lopizzo, Responsabile Certificazioni e Normative per il Settore Olistico Nazionale Csen, da sempre impegnato nel Settore Olistico delle Discipline Bionaturali ed ideatore e promotore del c.d. Progetto Yoghiadi, che ha portato in Italia una pratica competitiva Yoga, basata sulle "asana", già diffusa da anni in India ed in molti altri paesi al mondo.

La formazione nelle DBN

Nella mia esperienza di Operatore e di Insegnante ho notato come le persone che cercano di capire la "bontà" di un corso cui sono interessate, non avendo esperienza nel settore delle Discipline Bio Naturali (DBN), sono spesso confuse davanti alla pluralità di informazioni contrastanti visibili in rete.

Naturalmente, la radice del problema è sempre la stessa: l'attendibilità delle fonti.

Spesso chi propone dei corsi in ambito olistico lo fa menzionando "Diplomi nazionali riconosciuti", "Certificazioni", "CONI", ecc. ecc. con grande ambiguità, al solo fine di raccogliere più iscrizioni.

Augurandomi di potervi essere d'aiuto nella comprensione del piano pratico e normativo che oggi caratterizza la formazione nel campo delle DBN, pubblico qui le mie FAQ, risposte alle domande che più spesso ho avuto modo di sentire da allievi e conoscenti potenzialmente interessati alla frequenza di un corso per "Operatore Olistico DBN", sia esso in Āyurveda che in generale per altri tipi di tecniche manuali (o "trattamenti"). In generale, vi incoraggio ad andare a vedere sempre direttamente le fonti - Leggi e disposizioni a cura degli Enti competenti per materia - più idonee per chiarirsi le idee.

Le attività in ambito olistico DBN sono normate da leggi distinte da quelle che si applicano alle professioni Sanitarie ed all'Estetica?

✅ Sì. Per l'estetica, il riferimento è la Legge n.1 del 4 gennaio 1990. Per le professioni Sanitarie, la Legge n.3 dell'11 gennaio 2018, Capo II, Art.4. Per le attività in ambito olistico, la Legge n.4 del 14 gennaio 2013.

PS: esiste un articolo di Confestetica che sembra sostenere il contrario, ma non è così: è rivolto a coloro che esercitano senza abilitazioni massaggi con finalità estetiche.

Nonostante ciò, siamo ben lungi da una situazione chiara e ben strutturata, come descritto ad esempio in questa raccolta curata dal sito "Benessere e Natura" o in questo articolo, uno dei tanti che si possono trovare in rete sull'argomento.

Servono dei titoli, delle abilitazioni, per lavorare in ambito olistico DBN? Esistono Diplomi o Attestati con valore legale o differente rispetto ad altri?

✅ Tutta la formazione in ambito olistico è formazione privata: nessuna scuola può emettere diplomi o attestati "riconosciuti" dallo Stato o da altre Istituzioni dello Stato, come ben spiegato in questo articolo del blog "Legno e Terra", ed addirittura vale quanto riportato in questo articolo de "Il Quotidiano Giuridico"... tuttavia, anche solo per buon senso, vi sconsigliamo vivamente di intraprendere il mestiere di Operatore Olistico DBN senza una adeguata preparazione! Anche perché, in un futuro che ci auspichiamo arrivi presto, la normativa potrebbe finalmente evolversi.

Una panoramica utile per gli Operatori Olistici DBN si può trovare in questo articolo di OlisticMap oppure nell'articolo del Settore Olistico Nazionale del Csen.

Se si lavora come Operatore Olistico DBN in Āyurveda, ai sensi della L.4/2013, bisogna certificarsi?

✅ La figura di "Operatore Olistico DBN" in Āyurveda non è al momento definita in alcuna norma UNI, quindi secondo la legge 4/3013 ci si può autodefinire tali senza che vi siano requisiti e competenze specifiche da verificare, né attestati da mostrare a terzi.

✅ esiste una certificazione erogata da "FAC Certifica" sulla base di una Specifica UNI elaborata per la figura dell'Operatori Olistico (normali ed MTC) ma non è una Norma UNI quindi la legge non la considera come unico ed esclusivo riferimento per il titolo di "Operatore Olistico DBN."

In ogni caso, la legge non fa obbligo ad alcun Operatore Olistico di aderire ad una Specifica UNI, nè ad una Norma UNI di riferimento: ciò che non si potrà fare, per non generare confusione presso terzi, sarà usare un titolo già definito in una Norma UNI attiva per descrivere le proprie competenze e la propria figura in campo Olistico DBN 😊

Ma allora, che senso/valore ha un Attestato come Operatore Olistico DBN?

✅ A livello personale, è il piacere d'aver terminato e superato un percorso. Legalmente, tutti gli Attestati sono egualmente validi al fine del riconoscimento di aver frequentato, con o senza "profitto" (superando l'esame, insomma) il percorso medesimo. Dal punto di vista del c.d. "affidamento da parte di terzi" un titolo vale soggettivamente e non oggettivamente, cioè ha per ogni singolo cittadino un valore solo nella misura in cui la Scuola che lo emette è nota ed è giudicata affidabile.

✅ E' bene sincerarsi che nel titolo emesso siano presenti elementi quali l'anagrafica dello studente interessato, le ore di corso effettuate, se lo si è superato "con profitto" o se si tratta di semplice "frequenza", gli argomenti trattati nel corso, generalità ed info dell'insegnante/i che lo hanno formato e, in caso si tratti di formazione erogata da una struttura, del rappresentante della stessa. E' molto importante se il programma di dettaglio del corso si può trovare pubblicato in rete e liberamente accessibile a tutti.

Nel caso l'Attestato sia riconosciuto e gestito tramite un soggetto terzo inerente al mondo delle DBN, come APODIB, nell'esempio sottostante, ciò costituisce un altro elemento positivo della serietà e dell'affidabilità del soggetto che eroga la formazione.

❓ Esiste una formazione per Operatore Olistico DBN "riconosciuta dal CONI"?

No. Chi lo afferma vi sta fornendo, volente o meno, informazioni false che peraltro potrebbero in futuro anche mettervi nei guai dal punto di vista legale. Che una Associazione/Ente lo faccia per ignoranza è grave: chi faccia formazione non può ignorare queste cose.

La figura riconosciuta dal CONI in ambito di trattamenti manuali è il "Massaggiatore Sportivo".

Non dovreste vedere mai la dicitura "riconosciuto dal CONI" relativamente ad un titolo o un tesserino emesso a fronte di una formazione ricadente nel Settore Olistico, quindi nel mondo delle DBN . Diffidate delle Associazioni/Enti che li rilasciano: se vi stanno mentendo/prendendo in giro su questo, di certo non depone bene per un futuro rapporto tra voi.

Un Operatore Olistico DBN in Āyurveda, può definirsi anche "Tecnico in Āyurveda"?

✅ No, a meno che non abbia concluso con profitto un iter formativo certificato secondo la previsione della relativa Norma UNI, come quello di Ayurvedic Point, oppure non abbia presentato domanda e superato, tramite FAC Certifica, l'esame di Certificazione Accredia previsto per questa figura professionale.

Un Operatore Olistico può effettuare "massaggi"?

✅ La semplice parola "massaggio", se non si specifica altro (ayurvedico, lomilomi, thai, ecc.), è da evitarsi in quanto si intende comunemente inerente l'ambito estetico, oppure sanitario (massofisioterapista, mcb), o anche sportivo. Non attiene, dunque, alle DBN.

Molto meglio, in ogni caso, usare "trattamento" per definire la "tecnica manuale" con la quale si accoglierà l'esigenza di benessere di un ricevente che non abbia evidenze di essere in uno stato di mancanza di salute. L'Operatore Olistico dovrà fornire al suo ricevente una adeguata informativa relativa alle finalità del suo trattamento, specificando sempre che non si tratta di finalità estetiche, sanitarie o sportive, ma di attività "mirate al mantenimento del naturale stato di benessere corpo-mente-spirito della persona"

❓ Oggi ha senso per un Operatore Olistico aderire ad una Associazione di Categoria Professionale?

✅ In assenza di una Norma UNI di riferimento, anche iscriversi ad una Associaz. di Categoria Professionale, come potrebbero essere ad esempio Siaf ed UniPro, non ha un senso compiuto per quanto riguarda le previsioni normative: senza una norma UNI, tutto ciò che viene "attestato" a terzi sono è il criterio - l'iter burocratico - con i quali l'Associazione di Cat. Prof.le accoglie tra i propri membri chi ne faccia richiesta.

Il professionista DBN che diventa Socio di una Associazione di categoria professionale, a fini di tutela di terzi, sottoscrive un "codice deontologico" e si impegna ad effettuare una formazione continua negli anni; questo iter è presidiato dall'Associazione stessa, che mette a disposizione dei clienti terzi uno sportello di ascolto, cui eventualmente rivolgere istanze.

Va ricordato comunque che ogni disciplina olistica, come ad esempio l'Āyurveda, ha già, da moltissimi anni, fatto suo un sistema di visione del mondo e delle regole etiche di condotta, che ogni Operatore Olistico DBN specializzato in Āyurveda vive ed ha interiorizzato.

Le scuole ed in generale i soggetti che erogano - è sempre da inquadrarsi come "formazione privata" - un corso di tecniche manuali ayurvediche o altra attività di formazione in ambito DBN, in genere cercano di trasmettere e comunque fanno sempre firmare ai propri allievi un "codice di condotta", che essi dovranno seguire nella loro attività olistica, privata o, a maggior ragione, professionale.

Volontario AOMOF, una scelta d'amore

Ho conosciuto AOMOF ( www.aomof.com ) a febbraio 2021, ho seguito con interesse il loro progetto nel sociale, che condivido pienamente: dare sostegno, attraverso trattamenti olistici gratuiti, ai familiari di malati di cancro 🙏

I Volontari professionisti AOMOF si adoperano per regalare un attimo di spensieratezza a chi combatte un importante battaglia contro il cancro, focalizzandosi principalmente su chi assiste il malato 🕉

Da tempo vi sono ampie evidenze che una famiglia i cui componenti hanno modo di "recuperare" le forze, ogni tanto, offre al malato un sostegno più favorevole alla guarigione, o almeno ad affrontare tutto con maggiore serenità ❤️

I familiari che assistono direttamente un malato vivono - purtroppo, a volte con scarso supporto - dei traumi per cui, spesso, sono poi vittime a loro volta di situazioni di malessere e malattia.

L'approccio olistico è una soluzione per ridurre stress e ansia, migliorando la condizione psicofisica attraverso trattamenti riequilibranti e rilassanti, personalizzati al bisogno per poter continuare il sostegno del malato dal congiunto. Ciò contribuisce a mantenere in famiglia un ambiente relazionale sano e capace di accoglienza.

Per saperne di più e partecipare al prossimo "Holistic Day", contatta AOMOF o chiamami per info.

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Consulti Āyurveda con il Dott. Vaidya Ernesto Iannaccone

Il Vaidya dott. Ernesto Iannaccone riceve abitualmente a Roma e Napoli per consulti Āyurveda.

Il CV del dott. Ernesto Iannaccone è visibile qui. La durata del consulto è circa 50'

Per informazioni e contatti con il dott. Iannaccone, contattatemi qui.

Per info sulla visita medica ayurvedica in Italia, vedere la pagina dedicata nel ns. sito.

I consulti sono disponibili tutto l'anno, previa appuntamento, e sono accessibili a tutti gli interessati.

OM AYSy (OlisticaMente AyurYoga Samyoga) ha messo a disposizione di quanti hanno necessità o desiderano ricevere trattamenti Olistici ed Āyurveda una lista di Operatori/Tecnici Āyurveda qualificati ed appositamente selezionati per eseguire i cicli di trattamenti eventualmente suggeriti a valle di un consulto ayurvedico col Vaidya.

Per maggiori informazioni sui trattamenti che è possibile ricevere da me, cliccare qui.

Āyurveda e Ben-Essere

L’Āyurveda è un mondo affascinante e vastissimo, esplorarlo è un viaggio che dura tutta una vita (ed oltre). Ogni giorno mi affascina la quantità di sorprese che lo studio e la pratica ci riservano: è uno dei sistemi di medicina tradizionale più antichi mai tramandati dall'uomo.

In occidente spesso l'Āyurveda è ricondotto unicamente ai preparati a base di erbe e sostanze naturali, massaggi, varie terapie di purificazione, rilassamento e bellezza abbinate alla cosmesi, tuttavia esso comprende in realtà un orizzonte assai più ricco e complesso.

Il termine "Āyurveda" è composto dai termini "vita" (ayus) e "conoscenza" (veda), quindi il suo significato è "conoscenza della vita", o "scienza della conoscenza della durata della vita". Oltre alla scienza medica racchiude in sè elementi di filosofia, arte e disciplina, ed offre una visione completa dell’esistenza, insegnandoci a conoscere la vera natura dell'Essere Umano ed il suo ambiente, ed a mantenere l’equilibrio tra esso e l’Universo.

Secondo l’approccio filosofico abbracciato dall'Āyurveda, infatti, la vita non è mera esistenza ma va gestita secondo quattro principali obiettivi: Dharma (virtù da seguire, "dovere"), Artha (ricchezza della comprensione, benessere, prosperità), Kama (felicità, giusto appagamento), Moksha (libertà, illuminazione).

Lo scopo principale dell'Āyurveda è quello di conservare la buona salute e benessere in modo da dare sostegno al nostro individuale perseguimento di questi obiettivi.

Inoltre, l’Āyurveda vede fortemente correlati il benessere di ogni individuo con il benessere della società di cui esso fa parte, da qui l’importante ruolo svolto dalla nostra crescita personale e spirituale per un adeguato approccio nel sociale e nelle relazioni.

Oltre ad intervenire efficacemente su disturbi già emersi ed evidenti, l’Āyurveda è anche uno dei più efficaci sistemi di medicina preventiva al mondo. Vale quindi la pena di non aspettare di “stare male” per andare a visita dal Vaidya..

Molto meglio prevenire, imparando ad ascoltarci consapevolmente ed a prendere in mano la responsabilità del nostro benessere, al fine di rimanere il più possibile a lungo vicini allo stato di salute così definito dall’Ayurveda :

“Colui i cui dosha sono in equilibrio, il cui appetito è buono, i cui tessuti del corpo funzionano normalmente, le cui funzioni di escrezione sono in equilibrio, ed il cui Sé, mente e sensi rimangono pieni di beatitudine, è chiamato persona sana”.

(SS, Sut. 15,41)

Il ruolo dell'Operatore

I trattamenti tradizionali ayurvedici sono molteplici e vengono personalizzati secondo la natura individuale della persona. Se non ci si vuole “semplicemente” donare una – bellissima – coccola di benessere, il numero di trattamenti, sequenza e materiali vanno stabiliti con attenzione da un Vaidya (medico specializzato in Āyurveda) ed attuati da un Tecnico (Operatore). La co-presenza del Tecnico e del Vaidya nell’atto terapeutico è molto importante; così avviene attualmente in India secondo la tradizione, ed è quanto anche previsto nei Benchmarks for Traning in Āyurveda emanati dall’O.M.S.

In Āyurveda i ruoli di medico e quello di tecnico sono fortemente complementari: nella letteratura classica “Catuṣhpada”, il successo terapeutico, è definito dalla sinergia tra quattro elementi: il medico (vaidya), le sostanze terapeutiche (dravya), il tecnico (upāsthāta), il paziente (rogī).

Esistono anche vari trattamenti ayurvedici che un buon Operatore può decidere in autonomia di effettuare su riceventi “stabili nel proprio sè”, o con vikruti (stati di squilibrio, secondo l’Āyurveda) non tali da eccedere la naturale capacità di resilienza di ogni persona. Tra questi trattamenti, l’Operatore sceglierà per il ricevente ciò che è più opportuno in base alla sua natura ed alle sue esigenze.

I trattamenti in Āyurveda

I trattamenti ayurvedici sono uno strumento di ben-essere di particolare efficacia nella nostra società, in cui lo stress ed il non aver tempo per sé stessi sono delle costanti. Se eseguiti con professionalità, accoglienza, consapevolezza ed ascolto, i trattamenti olistici - ed ayurvedici in particolare - sono in grado di rispondere alle richieste sempre più pressanti di recupero del benessere a livello sia naturale-salutistico che spirituale della persona. Ne esistono moltissime differenti tecniche e manualità. Nate in India migliaia di anni fa, si sono evolute in numerose tradizioni a livello di regioni e villaggi. Nel tempo alcune di esse sono state codificate ufficialmente nella tradizione ayurvedica, mentre altre restano patrimonio non ufficiale in quanto si tramandano a livello familiare e personale.

I trattamenti ayurvedici sono uno strumento di ben-essere di particolare efficacia nella nostra società, in cui lo stress ed il non aver tempo per sé stessi sono delle costanti.

Succede così che le persone diventano, quasi senza accorgersene, incapaci di "abitarsi", sentire con dialogo ed ascolto autentico sè stesse e gli altri. Generalmente, dopo un anno in "apnea" emotiva e sensoriale, solo in periodi di vacanza (quando non ci facciamo stordire anche lì) riprendiamo contatto con la Natura e con noi stessi... e ci vengono un mucchio di buoni propositi.

Il contatto umano è anelato quanto temuto, perché spesso strumentalizzato e snaturato. Ed ecco che non ci togliamo mai l'armatura (simbolicamente, i vestiti, ma anche l'essere costantemente sul chi vive nei rapporti con gli altri) anche quando sentiamo d'averne assolutamente bisogno.

Nel "qui-e-ora" di un trattamento Ayurvedico / Olistico, si fa esperienza della bellezza del lasciarsi finalmente andare, in un ambiente protetto ed in un contesto di fiducia ed amorevole accoglienza.

La visita Ayurvedica in Italia

L’Āyurveda è un sistema medico completo che considera l’individuo nel suo complesso di corpo mente ed anima, in continua interrelazione e scambio con l’ambiente. ( fonte: Ayurvedic Point )

Come si svolge

La visita medica ayurvedica (eseguita da un medico esperto in Āyurveda) pertanto prenderà in considerazione tutti questi elementi. Lo stato fisico e funzionale verrà saggiato attraverso tecniche semeiotiche molto simili nella pratica a quelle della medicina occidentale, ma diverse nell’interpretazione, che, appunto, sarà secondo i principi ayurvedici.

Osservazione, palpazione, percussione, auscultazione, la presa del polso, l’esame della lingua, l’esame degli occhi, sono alcune delle azioni diagnostiche più comuni. Se sono presenti esami strumentali, verranno anch’essi presi in considerazione. Lo stato mentale e spirituale verranno saggiati attraverso un’analisi profonda della personalità e delle relazioni del paziente attraverso un colloquio approfondito ed un’attenta raccolta della sua storia (anamnesi), sia di vita normale che del disturbo riferito.

Scopo della visita

Lo scopo della visita ayurvedica è quello di definire la costituzione psicofisica del paziente (Prakriti), il suo stato ideale di salute, la natura dello squilibrio presente (Vikriti), al fine di costruire una sequenza logica fisiopatologica (Samprapti) su cui basare l’intervento terapeutico.

Modalità di cura

L’Ayurveda propone diverse modalità di cura che si rivolgono ad ogni aspetto della vita, il medico ayurvedico non sarà quindi un semplice prescrittore di farmaci, ma aiuterà il paziente a ritrovare il suo equilibrio e potrà prescrivere: uno stile alimentare personalizzato, una corretta routine igienica quotidiana (Dinacharya), nonchè gli integratori ed i vari trattamenti fisici che l’Ayurveda prevede.

Norme UNI attive riguardanti Āyurveda, Yoga e DBN

Norma UNI 11756:2019 (Tecnico in Āyurveda )

Il 5 settembre 2019 è stata pubblicata la Norma UNI 11756:2019 che si occupa, nell'ambito delle "attività professionali non regolamentate", della "Figura professionale del Tecnico in Ayurveda" definendone chiaramente una volta per tutte i "Requisiti di conoscenza, abilità e competenza".

Un sentito grazie va, per questo grande obiettivo raggiunto, ad Ayurvedic Point, che dal 2013 è stata tra i coordinatori del tavolo UNI dedicato a questo Progetto di Norma ed è anche stata la prima scuola italiana ad ottenere la Certificazione FAC (n°000047) per i suoi corsi di Āyurveda per Tecnici e Medici.

Per maggiori informazioni sui corsi certificati per Tecnici e Medici, visitare il sito Ayurvedic Point.

Per maggiori info sulla certificazione e sull'esame da sostenere, seguire questo link.

Norma UNI 11713:2018 (Massaggio Bionaturale)

Il 31 maggio 2018 è stata pubblicata la Norma UNI 11713:2018 che si occupa, nell'ambito delle "attività professionali non regolamentate", della "Figura professionale del Professionista del Benessere Psicofisico tramite il Massaggio Bionaturale", definendone conoscenze e competenze.

Un sentito grazie va, per questo obiettivo raggiunto, a Nunzio Lopizzo, Responsabile Certificazioni e Normative per il Sett. Olist. Naz. Csen, da sempre impegnato nel Settore Olistico delle Discipline Bionaturali, che ha rappresentato il Csen al tavolo UNI dedicato al Progetto di Norma.

Per un quadro normativo di riferimento sulle DBN, vedere l'articolo su Benessere Csen.

Per maggiori info sulla certificazione e sull'esame da sostenere, seguire questo link.

Norma UNI 11661:2016 (Ginnastica Yoga)

Il 6 dicembre 2016 è stata pubblicata la Norma UNI 11661:2016 che si occupa, nell'ambito delle "attività professionali non regolamentate", della "Figura professionale dell'Insegnante di yoga " definendone in maniera chiara ed univoca i "Requisiti di conoscenza, abilità e competenza ".

Yani è stata promotrice del tavolo UNI dedicato a questo Progetto di Norma, e la certificazione come Insegnante Yoga è oggi possibile grazie all'impegno del Centro Studi Baktivedanta e del Settore Olistico Nazionale Csen 🕉

Per un quadro normativo di riferimento sulle DBN, vedere l'articolo su Benessere Csen.

Per maggiori info sulla Convenzione CSB-Csen, seguire questo link.

Per maggiori info sulla certificazione e sull'esame da sostenere, seguire questo link nel quale, se desiderate, è presente anche un test online per verificare velocemente la propria idoneità a presentare candidatura per la suddetta certificazione.